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Monday, 19 February 2007

Sorgo: biologico impossibile

L’agricoltura biologica promuove da sempre il risparmio energetico soprattutto attraverso la scelta di canali alternativi rispetto a quelli comunemente percorsi nel circuito “convenzionale�. La coltivazione del mais, importante alimento per l’alimentazione animale, risulta però strettamente legata al grande consumo di acqua per l’irrigazione, soprattutto nelle regioni centro-meridionali dell’Italia caratterizzate da una scarsa piovosità nel periodo primaverile-estivo. Da qui sorge l’esigenza di trovare altre soluzioni più rispettose dell’ambiente e delle “tasche� dei contadini. In Africa, per esempio, la coltivazione del sorgo (di cui ho avuto la fortuna di acquistarne un po’ da un’amica agricoltrice del Mali nell’Agorà di Terra Madre!) viene praticata fin dall’antichità, grazie alla sua grande resistenza ai climi aridi.

Facendo due conti possiamo notare che con un volume di adacquamento pari a circa 2200 m3/ha per il sorgo e 4500 m3/ha per il mais, otteniamo circa 350 litri di acqua utilizzati per produrre 1 kg di sorgo contro più di 550 litri per ottenerne uno di mais (calcolando una resa media rispettivamente di 60 e 80 q.li/ha). Da ciò si può capire il grande risparmio energetico ed economico nella scelta del sorgo come coltura miglioratrice da rinnovo nelle rotazioni agronomiche.

Ecco il paradosso: in Italia non esiste (o quasi) sorgo coltivato con metodo biologico. Inoltre, quello convenzionale viene sistematicamente trattato per esempio con Tetrasol® (Thiram) rendendolo INUTILIZZABILE in agricoltura biologica. E se questo venisse seminato, verrebbe rimesso in conversione il campo stesso, a causa dei residui lasciati dagli anticrittogamici. Tutto ciò avviene nell’indifferenza generale.

Mi chiedo, quindi, come ciò possa accadere senza che nessuno faccia niente per cercare strade alternative (anche se mi rendo conto della difficoltà di mantenere vitale il seme di sorgo senza imbattersi in “fenomeni degenerativi� come le muffe) e incentivare una produzione biologica perfettamente in linea con il risparmio energetico, il ridotto impiego di fonti non rinnovabili (i.e. acqua) e l’agricoltura eco-compatibile!

Salutandovi, vi chiedo se possibile consigli e/o suggerimenti in merito.

Jacopo Goracci

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Terra Madre delegate, 17:58:PM | | Comments (0)

Saturday, 17 February 2007

An Incredible Gift

My husband Alex and I were two of the extremely fortunate participants in both Terra Madre events.  There really hasn’t been a separation in the two events for us happily it has been a continuation.  So, I have to start talking about Terra Madre 2004 in order to tell our story of Terra Madre 2006.

Terra Madre 2004. 
We spent our first day in Torino at the Palazzo di Lavoro watching as people from around the world poured through the doors.  They came by the bus load: groups from Mongolia and Brazil, the Congo and Sweden.  As the day wore on we became increasingly aware that this was going to be an experience like no other.  We were in a room, a giant room, with farmers literally from every corner of the world.  Just being in that room, was an incredibly powerful experience for me.  We were all just “thereâ€? in a proverbial sea of humanity.  As confusing and chaotic as it seemed at times that day I think it was the perfect way to begin. We were all reminded just how much communication can take place simply by looking another person in the eye and wanting to understand.  At one moment I stood face to face with a farmer from Afghanistan. We looked each other in the eye, we understood each other, we touched hands. I will remember the moment forever.

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Terra Madre delegate, 16:04:PM | Food Community, Country, USA, Language, English | Comment (2)