•  Home   •  Terra Madre site

Wednesday, 20 December 2006

Cari amici / Dear Friends

Era l’ottobre del 2004, e dal palco di Terra Madre chiudevo la prima edizione del meeting prospettando la nascita della “rete”: una
speranza, una necessità, un desiderio di non disperdere questo meraviglioso capitale umano. Oggi, a distanza di due anni e con la
seconda edizione ormai alle spalle, vedo su questi territori virtuali una delle possibili realizzazioni di quel sogno.

Ammetto ancora qualche “imbarazzo” nel cimentarmi con internet, blog e compagnia informatica, eppure da qualche mese ho preso a bazzicare
ogni mattina queste pagine che m’informano, mi emozionano, mi tengono in contatto con un’umanità che crede al nostro stesso sogno e lo
realizza nel quotidiano: nei campi, sulle barche, nelle stalle ma anche qui, seduti dietro una tastiera, con la voglia di informare e
di informarsi, di scambiarsi ricordi e conoscenze dell’eterogeneo mondo di Terra Madre.

Ora, queste mie poche righe vogliono essere un ringraziamento, a delegati e volonatri del meeting torinese, per l’emozione che
continuano a darmi ogni mattina, e un invito a continuare, a tenersi in contatto, a consolidare qui e altrove la rete.
Con un augurio di un 2007 più buono, pulito e giusto. E soprattutto felice.

---

It was October 2004, and from the main stage at Terra Madre, I was speaking at the closing ceremony of the first meeting about the birth of the “network”—a hope, a necessity, a desire to not waste this wonderful human capital and all the information . Today, two years and a second edition later, I see in this virtual sphere one of the possible ways to realize this dream.

I must admit that I don’t find it so easy to make my way around on the Internet, in blogs and other new web technologies. And still, for several months, I’ve been checking these pages every morning. They inform me; they move me; and they keep me in contact with those that share the same dream and make it a reality every day—whether in the fields, on boats, in stalls or here, seated behind a keyboard, with a desire to inform and to inquire, to share memories and knowledge of the vast, diverse world that is Terra Madre.

These few lines are intended to be a kind of thank you to the delegates and volunteers of Terra Madre for the profound feelings they stir within me each morning. I hope—I urge—you to continue, to keep in contact and to reinforce the network here in the Blog as well as elsewhere.

I wish you a Good, Clean and Fair new year, and above all, a happy one.

Carlo Petrini, 06:43:AM | Language, English, Italiano | Comment (1)

Tuesday, 12 December 2006

Terra Madre 2006 - Impressioni di un partecipante ticinese

In 5 giorni di conferenze di Terra Madre ho raccolto più informazioni di quante ne potrei assimilare in 5 anni di scuola. Ma la cosa più “impressionante� di cui mi sono reso conto é che la classe più importante al mondo, colei che regola lo sfruttamento delle risorse terrestri, è quella dell’agricoltura, del contadino,
e che tutto e tutte le economie mondiali ruotano attorno ad essa.

Ho notato che i problemi che ci sono in seno all’agricoltura di tutto il mondo sono gli stessi che hanno le nazioni civilizzate, chiaramente con le dovute proporzioni. Incredibili le tecniche e gli sforzi dei paesi poveri per arrivare a fornire dei prodotti di qualità per realizzare forse un domani qualche sbocco commerciale in più per sfamare alcune centinaia di bocche. Noi non ci sogneremmo nemmeno di fare un così grande sforzo per avere un così piccolo risultato. I rappresentanti dei paesi poveri sono venuti fino a Torino (con grandi sforzi finanziari per loro ma soprattutto per Slow Food) per avere solo un po’ più di speranza da riportare a casa loro.

Mi sono ritrovato alla cerimonia di chiusura sul palco a fianco dei vari D’Alema, Bertinotti, Napolitano, ma il più acclamato era un certo Petrini (ai più uno sconosciuto a parte i partecipanti di Terra Madre), il quale, quando apriva bocca, veniva ascoltato da una platea incantata dai suoi discorsi come fosse un Dio, come se fosse il portatore della speranza per tutti quei popoli che muoiono di fame. L’emozione è stata talmente forte che in alcuni frangenti avevo le lacrime agli occhi e la “pelle di gallina�, io che sono una persona che di solito tende a nascondere le proprie emozioni. Spero che anche altri abbiano percepito le cose che ho percepito io, per comprendere meglio il lavoro svolto dalla mia, nostra categoria.

Arrivederci a tutti tra 2 anni a Torino, consiglio a tutti una visita al Salone del Gusto per comprendere meglio quanto sopra.

Giorgio Speziale
alpigiano e allevatore di capre della Valle Maggia.

Terra Madre delegate, 01:58:AM | Country, Switzerland, Language, Italiano | Comments (0)

Sunday, 10 December 2006

I parchi fluviali non vogliono pù i pastori vaganti e le loro greggi?

E’ in corso una raccolta firme che riguarda la Comunità dei Pastori Vaganti Piemontesi, in seguito ad un articolo comparso sul numero di ottobre 2006 de “L’Informafiume. Notiziario del Parco fluviale del Po e dell’Orbaâ€? intitolato “Pecore, Parco e territorio: una convivenza sempre più difficile. Il pascolo vagante e abusivo è un grande problema nel Parco del Po. Ed è giunto ad un punto di non ritornoâ€? a firma di Carlo Carbonero, Responsabile della Vigilanza del Parco.
www.parcodelpo-vcal.it/images/Pubblicazioni/informafiume23%20ottobre2006%20.pdf

More...

Terra Madre delegate, 10:01:AM | Country, Italy, Language, Italiano | Comment (2)

Friday, 01 December 2006

Why Native Is Better: Ancient Practices and Actual Knowledge

I am an italian lucky member of Terra Madre 2006.
I work as a zootechnical and agronomical technician in an organic farm in the wonderful hearth of Maremma, the south part of Tuscany. Besides I am taking a PhD in Animal Production in Pisa.

In my experience I have noticed that we have to restore the ancient agricultural practices used for thousands of years by local peasants, going backwards before looking beyond! And this is essential in order, on one hand, to maintain soil fertility – and today unfortunately it is not enough – and, on the other, to have also a positive economical balance at the end of the year (obviously I am talking about organic farming).

So I have searched (and I am searching, sometimes in a such of compulsive way…) for old books, manuals, publications and everything deal with an eco-compatible way of life based on products diversification, crop rotation, appropriate seed varieties, manure management, local breeds, animal welfare, grazing technique, homeopathy…

For me that is very important, because every living creature can expresses their own best productivity in the original environment of selection: and I think it is the best reason why “NATIVE IS BETTER�!

Every place have its native/local reality, different from region to region, and we have the duty to search, find, use and finally optimize it, creating a successful mixture of ancient practices and actual knowledge.

I am afraid of my not correct English, but I hope you have understood what I tried to communicate.

Jacopo Goracci
jgoracciATvetDOTunipiDOTit
jacopogoracciAThotmailDOTcom

[Clicca sotto per il testo in italiano.]

More...

Terra Madre delegate, 10:14:AM | Earth Workshop, Native/Rare Breeds, Country, Italy, University - Research, Language, English, Italiano | Comment (1)

Saturday, 28 October 2006

Bellissima esperienza

Grazie a tutti, ho dialogato, incontrato, mangiato, riso e scherzato con cuochi polacchi, produttori di pane slovacchi, indiani, brasiliani.
Richard, un allevatore di bisonti che vive in Canada a tre ore da Calgary, l’altro giorno a pranzo nell’area di “Terra Madre” mi ha detto “you must be proud of italy!”.
Spero che questo sia solo l’inizio di una interminabile serie di collaborazioni con Slow Food.
Grazie a tutti per la bellissima esperienza.
Marco B. (per Eric, sono quello del Tom Tom)
Università Suor Orsola Benincasa - Napoli
http://www.vesuviano.splinder.com

Terra Madre delegate, 15:32:PM | Italiano | Comments (0)

Tuesday, 24 October 2006

Le donne Imraguen incontrano Orbetello

Vorrei raccontarvi come sta andando il soggiorno delle 3 donne Imraguen del Presidio mauritano che si trovano in questo momento a Orbetello presso la Cooperativa Pesca Lagunare di Bernacchini.

Sono arrivate l’11 ottobre e sono: una produttrice del presidio, Hazaza - parla solo arabo - e due formatrici, Faridah e Roghaya, che parlano anche francese e che poi trasmetteranno alle altre donne del presidio le cose apprese durante il soggiorno.

image

L’intenzione di ospitarle a Orbetello è nata nel febbraio scorso quando Massimo Bernacchini, il attuale presidente del cooperativa Mauritanie 2000 e Massimo Paoletti trasformatore e membro della cooperativa ci hanno accompagnato in Mauritania per avviare il Presidio della bottarga di muggine delle donne Imraguen.

Con loro abbiamo visitato le aree di produzione della bottarga (zona del Banc d’Arguin e la città di Nouadhibou) abbiamo conosciuto le produttrici e visitato il loro laboratorio: una casa in mattoni con un cortile chiuso dove non c’è acqua corrente e luce elettrica. 

Con queste donne, grazie alla regione Toscana, che sostiene il progetto, abbiamo avviato un presidio che vuole aiutarle a migliorare la produzione dal punto di vista igienico… nel rispetto però della loro tecnica produttiva tradizionale.

Le aiuteremo nel corso del prossimo anno anche a migliorare il laboratorio e a commercializzare la loro bottarga in modo più autonomo, trovando mercati alternativi alla vendita al solo intermediario nordafricano che oggi paga 10 euro al chilo una bottarga che rivende poi , con ogni probabilità, a oltre 100 euro al kg.

Nel corso del viaggio abbiamo invitato alcune donne a venire in Italia, prima di Terra Madre, per produrre in modo igienicamente corretto la loro bottarga nello stabilimento della Orbetello Pesca Lagunare, lavorando accanto ai pescatori di Orbetello (la bottarga fatta dalle 3 donne in questi giorni nel laboratorio di Orbetello sarà venduta al Salone del Gusto).

image

I cefali da cui sono tratte le sacche ovariche sono mauritani.

Lavorando a fianco dei pescatori hanno capito che è importante proteggere dagli insetti il pesce, tenerlo a basse temperature, estrarre le sacche dai cefali senza romperle. . .ecc. un operatore video ha ripreso tutta l’attività di questi giorni. Augusto Cattaneo, il tecnologo alimentare della Fondazione Slow Food ha fatto loro un corso di 3 ore ieri mattina che adesso tradurremo in francese e arabo (con l’aiuto delle formatrici) e che sarà utile anche alle altre donne che lavorano il pesce in Mauritania.

La loro Ong Mauritanie 2000, organizza infatti corsi di miglioramento della produzione dei trasformati a base di pesce, alfabetizzazione, fa microcredito e aiuta le donne a essere indipendenti e a trovare piccole fonti di guadagno per la famiglia e per far studiare i bambini.

Le donne sono ospiti di una signora di Orbetello e hanno cucinato all’osteria dei pescatori una vera cena mauritana per tutta la nuova condotta Slow Food. I nostri soci erano curiosissimi e hanno fatto mille domande, le donne erano felicissime e hanno raccontato la loro vita, la Mauritania, come producono e qual è il lavoro che fa l’ong che li segue.

Il 25 ottobre Massimo Bernacchini e Massimo Paoletti le accompagneranno su a Torino per i lavori di Terra Madre dove racconteranno, nei lavoratori della terra , la loro esperienza.

Click below for English version

More...

Terra Madre coordinator, 13:33:PM | Presidia, Italiano | Comment (1)

Tuesday, 19 September 2006

mercati contadini

Come è noto ad alcuni frequentatori di questo blog, ma non abbastanza, 3 impavidi studenti del Master in Food Culture dell’Università di Scienze Gastronomiche stanno realizzando una ricerca sui farmers’ markets.
Con evidente disprezzo del ridicolo, pare che i risultati di queste fatiche saranno presentati a Terra Madre.
In proposito avete già beneficiato della grafomania di Davide Szanto; in attesa della prospettiva californiana di Linda Kay, ecco un punto di vista italiano su quelli che vogliamo chiamare Mercati Contadini, per non cedere una volta di più alla tentazione di fingerci poliglotti.
Ora, se qualcuno mi chiedesse perchè dovrebbe andare a cercarsi un mercato contadino, potrei rispondere tante cose.
Tanto per cominciare, si può guardare in faccia chi ci dà da mangiare, oltre le barbe degli affettatori di lardo di cinta senese e i grembiuli delle raccoglitrici di mele tarantine.
Si può, volendo, assaggiare moltissimo e moltissimo chiacchierare, per farsi spiegare la fatica impossibile di fare una marmellata di frutta snocciolata e tagliata a mano, che se no si rovina, quasi per la sola soddisfazione di poter dire a chiunque e a testa alta “ma la mia è più buona”. O farsi raccontare la vita dei casari che non vedevano l’ora di farlo; o aspettare paziente che un agricoltore venga a dirti “stamattina mi sono svegliato alle 4 e mezzo e ho raccolto queste melanzane”.
Si può semplicemente stare lì a guardarsi in giro, fotografare i pomodori, sentire gli odori, ascoltare di straforo le signore anziane che chiedono quale miele sarà meglio per il mal di gola.
Se poi si è stufi di assaggiare e si vuole fare sul serio certe volte si può mangiare lì, a prezzi più che politici, i piatti fatti con i prodotti del mercato.
Infine ovviamente si può comprare, ma non è obbligatorio. Magari solo una bottiglia di vino, e solo perchè ci piace il cartello sul banco.

image

UNISG student, 20:51:PM | Farmers' Markets, Italiano | Comment (4)

Thursday, 14 September 2006

Pastori vaganti piemontesi

Chi sono i pastori vaganti?
Sono i custodi di un’antica tradizione: con le loro greggi, praticano il “pascolo vagante�, un’attività (regolata da precise norme giuridiche fin dal 1954) che comporta lo spostamento quasi quotidiano degli animali alla ricerca di foraggio. Trascorrono la stagione estiva in alpeggio, mentre la condizione di “vaganti� si esplica nelle transumanze da e verso l’alpeggio, ma soprattutto nel continuo vagabondaggio tra le zone di pianura e di collina dal tardo autunno alla primavera. Questi uomini ed i loro aiutanti conducono una vita difficile, scandita dalle esigenze del gregge, dalle stagioni e dalle condizioni atmosferiche. L’apparente libertà senza limiti e senza confini che il termine “vagante� può ispirare nell’ignaro osservatore, in realtà è quindi fortemente ristretta da questi fattori, che sono però intrinsechi del lavoro e non costituiscono un elemento di eccessivo disturbo.

image

More...

Terra Madre delegate, 14:36:PM | Faces of Terra Madre, Food Community, Italiano | Comment (1)

Tuesday, 12 September 2006

presentazione

Salve a tutti, mi chiamo Paolo Sorci e sono un delegato della Valnerina (Umbria), alla prossima edizione di Terra Madre.
Ho già partecipato all’edizione di due anni fa ed è con grande gioia che mi appresto a farlo anche quest’anno.

Paolo Sorci paolo.sorci AT coldiretti PUNTO it

Terra Madre delegate, 15:36:PM | Food Community, Italiano | Comment (2)

Friday, 08 September 2006

Pezzata Rossa d’Oropa (Biella, Piemonte, Italy)

La Pezzata Rossa d’Oropa (P.R.O.) è razza bovina autoctona della biellese Valle del fiume Elvo (Elf il nome celtico dei folletti) dove si è diffusa trovando l’areale ottimale di allevamento.  La P.R.O., inserita dalla F.A.O.  nell’elenco mondiale delle razze in pericolo di estinzione, è presente in piu’ di 400 allevamenti, con un patrimonio complessivo di circa 7.800 capi (vacche, giovenche e giovani).  E’ razza a duplice attitudine, apprezzata per la buona qualita’ della carne e caratterizzata dall’elevata qualita’ del latte, con titoli medi in grasso del 3,7 % e in proteina del 3,5 %, particolarmente adatta alla produzione dei formaggi biellesi (toma e macagno).
I bovini pezzato rossi sono animali molto rustici, con basse produzioni di latte (mediamente 25 q.li), ma nel contempo molto frugali, essendo alimentati quasi esclusivamente con erba (pascolamento per piu’ di 6 mesi) e fieno.  Il pascolo interessa gran parte delle aree montane, piu’ svantaggiate e marginali e svolge per questo un’importantissima ed insostituibile azione di tutela paesaggistica ed ambientale.
L’Associazione Allevatori di Biella e Vercelli svolge dal 1979 i controlli sulla produzione e gestisce il Registro Anagrafico della razza. organizzando le valutazioni morfologiche e curando l’inserimento dei dati delle bovine iscritte ( circa 3.500 vacche) con un apposito software gestionale. La peculiarita’ della Pezzata Rossa d’Oropa e la necessita’ di tutelarne l’irripetibile patrimonio genetico hanno indotto l’Unione Europea ad inserire la razza in un programma di aiuto (Regolamento C.E.E. 2078/92).
Il programma si è concluso nel 2006, e l ’Unione Europea dovrebbe decidere il proseguimento degli aiuti fino al 2013 con l’attuazione dei Piani Regionali di Sviluppo Rurale..
Per il mantenimento della razza (così poco produttiva rispetto alle razze bovine più importanti, Frisona e Bruna) gli aiuti comunitari sono indispensabili.
Terramadre può aiutare i nostri allevatori, riconoscendo la straordinaria unicità rappresentata dalla loro Comunità ed evidenziando come la Pezzata Rossa d’Oropa possa essere considerata a tutti gli effetti ormai a triplice attitudine:
latte, carne e ambiente .

Ermanno Raffo

Home Page Associazione Allevatori di Biella e Vercelli

Terra Madre delegate, 12:03:PM | Food Community, Italiano | Comment (1)