mercati contadini
Come è noto ad alcuni frequentatori di questo blog, ma non abbastanza, 3 impavidi studenti del Master in Food Culture dell’Università di Scienze Gastronomiche stanno realizzando una ricerca sui farmers’ markets.
Con evidente disprezzo del ridicolo, pare che i risultati di queste fatiche saranno presentati a Terra Madre.
In proposito avete già beneficiato della grafomania di Davide Szanto; in attesa della prospettiva californiana di Linda Kay, ecco un punto di vista italiano su quelli che vogliamo chiamare Mercati Contadini, per non cedere una volta di più alla tentazione di fingerci poliglotti.
Ora, se qualcuno mi chiedesse perchè dovrebbe andare a cercarsi un mercato contadino, potrei rispondere tante cose.
Tanto per cominciare, si può guardare in faccia chi ci dà da mangiare, oltre le barbe degli affettatori di lardo di cinta senese e i grembiuli delle raccoglitrici di mele tarantine.
Si può, volendo, assaggiare moltissimo e moltissimo chiacchierare, per farsi spiegare la fatica impossibile di fare una marmellata di frutta snocciolata e tagliata a mano, che se no si rovina, quasi per la sola soddisfazione di poter dire a chiunque e a testa alta “ma la mia è più buona”. O farsi raccontare la vita dei casari che non vedevano l’ora di farlo; o aspettare paziente che un agricoltore venga a dirti “stamattina mi sono svegliato alle 4 e mezzo e ho raccolto queste melanzane”.
Si può semplicemente stare lì a guardarsi in giro, fotografare i pomodori, sentire gli odori, ascoltare di straforo le signore anziane che chiedono quale miele sarà meglio per il mal di gola.
Se poi si è stufi di assaggiare e si vuole fare sul serio certe volte si può mangiare lì, a prezzi più che politici, i piatti fatti con i prodotti del mercato.
Infine ovviamente si può comprare, ma non è obbligatorio. Magari solo una bottiglia di vino, e solo perchè ci piace il cartello sul banco.
UNISG student, 20:51:PM | Farmers' Markets, Italiano | Comment (4)

Scusi. Tento di parlare l’italiano ma ho bisogno di studiare un po’di piu`.
Io e mio marito siamo i coltivatori delle verdure, i fiori ed i tacchini (tipo Heritage)negli S.u. vicino di Carrboro, North Carolina.
Siamo molto curioso sulle regole dei mercati particolarmente i mercati Italiani. Sembre molto diverso.
Ci sono molti tipi di mercati negli S.u. ma...le regole dal nostro mercato dicano che i venditori possono vendere solamente il proprio produzione. Anche le fattorie devo essere in un raggio di 50 miglia della citta`- Carrboro.
Il nostro mercato era organizzava da un gruppo di coltivatori 27 anni fa. Oggi, il mercato e` ancora sotto la direzione dei venditori/coltivatori.
Ci sono molti problemi nella rete di cibo negli S.u. (troppo). Penso che il nostro mercato parlare a alcuni problemi perche` permettiamo solamente le produzione della zona.
Sono molto interesato come i mercati funzione nell’altri paesi
My husband and I are small farmers in the U.S. we grow vegetables, flowers and Heritage turkeys in North Carolina. We are very curious about the rules of the markets particularly the markets in Italia. It seems very different.
There are many types of markets in the U.S. but the rules of our market say that the vendors can only sell things that they produce themselves. Also, the farms must be within a radius of 50 miles of the town (Carrboro)
Our market was organized 27 years ago by a group of farmers. Today it is still operated by the farmer/vendors.
There are many problems in the food system in the U.S. I think that our type of market addresses some of the problems because we allow only local production.
I am very interested in how the markets work in other places
Betsy Hitt, 05:39 PM - 11 October 06capisco e condivido il vostro punto di vista, anche se purtroppo per chi abita in città o per chi ha il tempo contato è sempre più difficile andare a fare la spesa non dico nel Mercato Contadino (che come avete perfettamente illustrato è un’esperienza globale più che un fare la spesa!) ma anche nel negozietto sotto casa, sempre sprovvisto di un qualcosa che ci serve!
Gli orridi supermercati sono una tappa obbligata per i più, ahimè, anche se tutti guardiamo con sospetto quelle assurde montagne di frutta e verdura dall’aspetto perfetto ma così privi di freschezza e di odore.
Il fatto è che anche la GDO dovrebbe acquisire una nuova consapevolezza e un’altra filosofia commerciale. Un sogno?
Comunque, sono felice che quest’anno riuscirò finalmente a visitare il Salone del gusto e in particolare Terra Madre, dove per un giorno potrò incontrare i sapori, gli odori, la gente della mia amata Sardegna. E sopratutto non vedo l’ora di riassaggiare la Pompìa di Siniscola e la Copuleta di Ozieri, due dolci davvero molto particolari.
Il Blog: http://sardegna.blogosfere.it), dove, dopo il Salone, racconterò di tutti i Presidi Slow Food in Sardegna.
donatella cambosu, 04:42 PM - 23 October 06A proposito dei mercati degli agricoltori (farmer’s market) vorrei comunicarvi che sul sito http://www.farmersmarket.it è disponibile un database in cui sono visualizzabili, regione per regione, tutti i farmers market d’Italia.
Dario, 11:29 PM - 08 January 08dott. agr. Dario Gelo
http://www.farmersmarket
dsfsdf
dfsdfs, 07:53 PM - 22 February 08